Gli spazi aperti per conoscere ed esplorare.

Gli spazi aperti per conoscere ed esplorare.

Rosanna Capano

Gli spazi aperti sono il terreno di gioco dove osservare, scoprire, apprendere. Dove fare esperienza e vivere con meraviglia ed entusiasmo.

Chi pensa che condurre il proprio cane negli spazi aperti di un bosco o di una meravigliosa campagna sia una perdita di tempo si sbaglia di grosso. Anche quando un cane possa disporre di uno spazioso giardino o di un vicino parco cittadino corredato di area cani, le esperienze che vi potrà sperimentare  non saranno mai equiparabili a quelle condotte in un ambiente naturale.

Gli spazi aperti, senza confini,  oltre a regalare un senso di libertà senza pari, sono fonte di scoperte, ricerche, esplorazione e conoscenza. Osservare con gli occhi lo spazio di un bosco o la superficie di un lago, afferrare con la bocca rami, sassi… e farne la loro conoscenza. Sentire con i polpastrelli il terreno, scavare e annusare il mutare degli odori: sperimentare la presenza di un odore ancora forte comparandolo con un altro, magari sperimentato un attimo prima, più debole e pertanto più vecchio, e percepire così il tempo trascorso, sono tutte attività dove il cane può sviluppare l’esperienza di sé e del mondo che lo circonda.

Il cervello è in continua crescita e la neurogenesi, lo sviluppo di nuovi neuroni, è il processo che permette la conservazione delle funzioni cerebrali e dell’apprendimento. Un meccanismo che non si ferma con il raggiungimento dell’età adulta,  e le esperienze in ambiente naturale, inducendo delle strategie risolutive – accedere ad una grotta, superare una interruzione di percorso ad opera di un tronco caduto…- alimentano questo processo di modifica neurale.

Il terreno di un bosco è un luogo che offre infiniti giochi e attività da fare da soli o insieme ad altri compagni a 4zampe: una pozza d’acqua non è solo un luogo dove rinfrescarsi ma è anche un angolo dove sperimentazione, raccogliere e lasciare informazioni. Un terreno fangoso è il posto dove lasciare la propria orma insieme all’odore individuale.

In questo contesto l’umano che accompagna il cane deve stare semplicemente al fianco del suo amico quadrupede, sostenendolo se serve ma senza indirizzarlo nell’esperienze, in questi contesti naturali è tassativo evitare qualsiasi richiesta e godere della piena espressione del nostro cane, della sua essenza, della sua identità e presa di consapevolezza del mondo in cui vive.

Rosanna Capano

© 2018, Rosanna Capano. Riproduzione Riservata

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