Cani al supermercato? La legge parla chiaro

Cani al supermercato? La legge parla chiaro

Alessandra Curreli

La legge in Italia parla chiaro, i cani non possono avere contatti con gli alimenti, ma questo non implica il loro divieto di accesso nel supermercato.

Il tanto famigerato decreto sull’accesso dei cani al supermercato, che ha più volte spinto l’Ufficio di igiene degli alimenti del Ministero della Salute a dare delle risposte ai quesiti posti sul tema,  volge ad un possibile chiarimento dopo le sollevazioni di questi mesi da parte degli animalisti.

L’Ufficio di igiene nell’ultima nota ha voluto ricordare a tutte le amministrazioni regionali cosa prescrive il Regolamento Europeo Cee 852 del 2004:

“Il punto fondamentale è che gli animali non devono entrare in contatto con gli alimenti: quindi devono restare fuori dalle cucine, ma possono entrare in macelleria o dai fornai se i banconi sono alti e con vetrate che proteggano i cibi, in modo che le bestie non possano raggiungerli con un balzo. La valutazione comunque, deve farla l’esercente”.

La battaglia della LAV

La LAV la Lega Anti Vivisezione,  si era più volte  soffermata sul fatto che la legge risultasse imprecisa e contraddittoria a causa del fatto che il Regolamento recitasse quanto segue:

“Occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati (ovvero, qualora l’autorità competente autorizzi tale accesso in circostanze speciali, impedire che esso sia fonte di contaminazioni)”.

Secondo i legali della Lav pertanto: “Il Regolamento europeo 852 del 2004 si applica alle fasi di lavorazione e conservazione degli alimenti che precedono la vendita al dettaglio, e non al passaggio finale. Il regolamento europeo mira a tutelare la salute dei consumatori e in questo senso vieta a soggetti terzi, non soltanto agli animali, l’accesso agli ambienti e agli stabilimenti in cui si producono e conservano alimenti. Il problema di contaminazione al momento della vendita in realtà non esiste: non risulta alcun caso di zoonosi trasmessa in questo modo. In ogni caso, poi, un cane che entra con il proprietario deve essere sotto il controllo di quest’ultimo che è sempre responsabile di eventuali disagi provocati dall’animale”.

La scelta è del supermercato

“L’operatore del settore alimentare potrà prevedere di vietare l’accesso degli animali solo qualora non possa gestire in altro modo il rischio di contaminazione” – cita il Ministero.

Per essere in linea in sostanza con il regolamento europeo, sarebbe necessario esclusivamente prevedere accorgimenti di controllo nel supermercato atti a evitare potenziali condizioni di contaminazione ponendo rimedio con eventuali accorgimenti.

Per cui non esiste un reale divieto di accesso degli animali, ma solo il divieto di contatto tra animale e alimento. In mancanza di accorgimenti l’operatore alimentare potrò optare per il divieto di ingresso.

L’ultima nota della LAV  inviata il 1 settembre fa ben sperare:  “Lo dice il ministero della Salute: gli animali domestici possono entrare nel supermercato. Parla chiaro la nuova nota esplicativa, richiesta a nome della Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente dall’on. Michela Vittoria Brambilla, firmata dal direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione, Giuseppe Ruocco, e inviata nei giorni scorsi agli assessorati alla Sanità delle Regioni e delle Province autonome: il chiarimento toglie ogni pretesto agli operatori che hanno scelto la via del divieto e dà ragione a quelli che hanno adottato, per conciliare l’igiene con le esigenze di una più vasta clientela, accorgimenti diversi: carrelli speciali, borse, ecc”.

Staremo a vedere.

Alessandra Curreli

© 2017, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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