Quando i cani ti salvano la vita

Quando i cani ti salvano la vita

Alessandra Curreli

Se pensate che il fiuto dei cani non possa compiere miracoli, vi sbagliate di grosso.

Questo è quello che non avrebbe mai pensato di trovarsi a vivere Walter Stendel, un cittadino tedesco di 44 anni, da tempo residente dopo la morte della moglie con i figli a Porto San Paolo in Sardegna, e che ha rischiato di perdere la vita.

Per due giorni alla deriva su un gommone di quattro metri Walter è stato recuperato dagli uomini della Capitaneria di porto di Olbia a 16 miglia dalla costa di Golfo Aranci grazie all’intervento dei cani molecolari del Nucleo Cinofilo dei carabinieri di Cagliari.

L’allarme era scattato mercoledì scorso quando, dopo la segnalazione della Prefettura di Sassari, era stata ritrovata la sua auto parcheggiata nello scalo di Porto San Paolo.

Le ricerche sono state quindi estese via mare, con l’intervento della Guardia costiera che venerdì 27 ottobre, nel pomeriggio ha rintracciato e recuperato il disperso.

Il ritrovamento grazie ai cani

Il ritrovamento di Walter Stendel è stato possibile grazie al fiuto in particolare di uno dei cani molecolari.

Il cane ha individuato il percorso compiuto dall’uomo a partire dalla sua automobile, una Ford Galaxy, parcheggiata a 100 metri dalla spiaggia di Porto San Paolo, fino al punto dal quale Stendel aveva messo in mare il gommone.

L’uomo, fa sapere la Capitaneria, è in discrete condizioni di salute, ma decisamente disidratato per la lunga permanenza in mare senza acqua potabile e sotto il sole.

Tutto è finito bene

Non ha avuto comunque bisogno delle cure di un medico e nemmeno si sa ancora cosa abbia spinto il tedesco ad uscire con il gommone senza avvertire i familiari.

Stendel è molto conosciuto e stimato a Porto San Paolo dove i figli e gli amici erano in grande apprensione per lui.

Ancora una volta un cane molecolare ha salvato la vita di una persona, questi animali addestrati al recupero delle persone in casi come questo, si rivelano preziosi e determinanti. Ci sarebbe piaciuto almeno conoscerne il nome.

Alessandra Curreli

 

© 2017, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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