Green Hill: processo bis, assolti veterinari e dipendenti dell’Asl

Green Hill: processo bis, assolti veterinari e dipendenti dell’Asl

Alessandra Curreli

Assolti per i maltrattamenti nell’allevamento Beagle, il pm aveva chiesto la condanna.

Il Gip del tribunale di Brescia Giovanni Pagliuca ha assolto da ogni accusa i due veterinari dell’Asl di Brescia, accusati a vario titolo di concorso in maltrattamenti, uccisione, omessa denuncia e falso in atto pubblico, e tre dipendenti di Green Hill, accusati di falsa testimonianza.

Il pm durante il processo bis aveva chiesto la condanna per tutti, sui fatti accaduti nel 2012 all’interno dell’allevamento di cani Beagle chiuso a Montichiari.

Le perplessità della Lav

La Lav in un comunicato si schiera verso l’impugnazione dell’assoluzione per i due veterinari:
“La Corte di Cassazione ha messo il sigillo giudiziario della certezza sui maltrattamenti e sulle uccisioni ingiustificate all’interno dell’allevamento di beagle, dunque è legittimo chiedersi come sia possibile che i controlli da parte dei Veterinari Asl, veterinari pubblici, non abbiano impedito i reati poi accertati in sede giudiziaria ed evitato sofferenze e morte ai beagle”

E continua: “Come è possibile che, sotto il loro controllo, siano stati commessi tali reati a danno di animali? Hanno mai controllato i motivi per cui i cani di Green Hill erano uccisi o morivano, ad esempio per l’ingestione di segatura? Abbiamo fiducia nella giustizia – prosegue il comunicato della Lav – e proprio per questo impugneremo la sentenza, e auspichiamo che la ASL di Brescia avvii una profonda riflessione interna sul come i suoi dirigenti, nell’esercizio delle loro pubbliche funzioni, e dunque pagati dai contribuenti italiani, conducano le ispezioni sul benessere animale, che certamente comprendono anche la verifica che gli animali non siano uccisi o muoiano in violazione della legge, negli allevamenti di loro competenza”.

Il parere di Legambiente

Ma la Lav non è l’unica, anche Legambiente riferisce: “Una sentenza che ci lascia sorpresi, auspichiamo che la Procura valuti di proporre appello avverso le assoluzioni. Il nostro impegno continua affinché non si ripetano in Italia casi vergognosi come quello dell’allevamento di beagle nel bresciano” – così il direttore di generale di Legambiente Stefano Ciafani commenta le assoluzioni del secondo filone del processo verso Green Hill.

Nel procedimento con rito abbreviato, erano costituite come parti civili le associazioni Legambiente, Lav e Enpa. Secondo Ciafani : “La sentenza del giudice del tribunale di Brescia stride palesemente con la condanna, confermata anche in Cassazione, nei confronti degli allevatori accusati di uccisione e maltrattamento di animali. Aspettiamo di poter leggere le motivazioni che hanno portato a questo proscioglimento per esprimere valutazioni più approfondite, auspicando che la Procura di Brescia valuti l’opportunità di proporre appello”.

Fonte Ansa

Alessandra Curreli

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