L’aggressività nel cane e l’ansia come causa di comportamento aggressivo

L’aggressività nel cane e l’ansia come causa di comportamento aggressivo

Marilena Russo

Il “comportamento” può essere definito come l’insieme dei processi mediante i quali un individuo risponde a fattori interni e a stimoli provenienti dall’ambiente fisico e sociale.
L’ansia nel cane può derivare da un’incapacità di relazionarsi con il mondo esterno, anche per mancanza dei giusti stimoli da cucciolo.

Il comportamento aggressivo fà parte dell’etogramma del cane ed ha lo scopo di allontanare da sè un altro individuo visto come minaccia.
Per Etogramma si intende comportamento tipico di ogni di ogni specie.
Un tale comportamento è considerato “normale” se si verifica con modalità ed in un contesto adeguato.
In alcune situazioni però si può verificare un comportamento aggressivo in modo scorretto e/o patologico, potendo anche trovarsi dinanzi a manifestazioni incontrollate e pericolose.

Cause di aggressività

Alla base dell’aggressività vanno considerati diversi fattori quali: base genetica, ambiente di vita del soggetto, l’esperienza, la componente ormonale, patologie, base neuronale ed anche addestramento.
Da non dimenticare la componente ansiosa.
L’ansia la si può facilmente rilevare anche durante la semplice visita ambulatoriale.

L’ansia nel cane

L’ansia anche intesa come paura ed incapacità a relazionarsi con altri individui può manifestarsi attraverso comportamenti aggressivi.
Il tutto è riconducibile ad un’alterazione della fase di sviluppo comportamentale.
Esiste, infatti, una “finestra temporale” ( periodo sensibile, finestra della socializzazione) durante le prime settimane di vita del cucciolo, dalle 3 alle 12 settimane, in cui è fondamentale esso si relazioni con altri soggetti della stessa specie e di specie diverse (relazione interspecifica ed intraspecifica).
I cuccioli, nell’ambito di una cucciolata, ricevono input e segnali dalla madre, come i freni inibitori ed il gioco fà parte di un “rituale” della vita in branco.
Il cucciolo che non ricevei giusti stimoli in questo arco temporale potrebbe presentare problematiche legate all’ansia da adulto.
Soggetti, quindi, adottati troppo presto, allontanati dal resto della cucciolata, o troppo tardi sembrano essere maggiormente predisposti a sviluppare problemi legati ad ansia ed aggressività e, a tal proposito, si considera come periodo ottimale per accogliere un cucciolo in casa quello compreso tra le 8 e 10 settimane di vita dello stesso.
Anche in relazione a questa tematica si sono modificati alcuni approcci in ambito veterinario relativamente ai protocolli vaccinali, rispetto a quanto succedeva in passato.
Qualche anno fà un cucciolo veniva presentato al mondo, portato a passeggio, solo al termine delle vaccinazioni consigliate.
Ho visitato spesso cagnetti con importanti alterazioni comportamentali su base aniosa, dovute anche alla mancanza di socializzazione.
Per questo ,attualmente, incentiviamo i clienti a promuovere gli incontri dei loro amici a quattro zampe anche prima della fine delle vaccinazioni.

Terapia

In questa sede risulta riduttivo cercare di proporre una soluzione, ma posso cercare di dare consigli validi, come quello fondamentale di rispettare la natura del cane in quanto tale, evitando eccessi come un’eccessiva antropomorfizzazione.
Consigliabile sempre rivolgersi ad uno specialista veterinario.
La terapia comportamentale ha come scopo quello di creare  una via di comunicazione chiara tra il cane ed il suo padrone.

Dott.ssa Marilena Russo – Medico Veterinario

(Contatta l’autore dell’articolo)

© 2018, Marilena Russo. Riproduzione Riservata

Rispondi