Cani cattivi tra miti e leggende

Cani cattivi tra miti e leggende

Alessandra Curreli

Il cane, tra miti e leggende, chi lo vede come fedele compagno di preziose avventure, e chi lo riconosce come un pericoloso aggressore, in ogni caso nella storia, custode o guida spirituale.

Tra miti che ne hanno fatto un Dio a misteri che lo hanno relegato nelle più profonde oscurità, il cane è da sempre una figura a cui sono state associate nella storia numerose qualità e splendide personalità. Difficile ritrovare nel cane miti che lo rendano cattivo, pericoloso e mal visto.

I Miti

Fonda infatti il suo mito nella più totale lealtà e profonda amicizia, Argo il cane di Ulisse, che nell’Odissea ad Itaca, ormai vecchio e disteso “su cumuli di letame di muli e buoi addossato dinanzi all’ingresso”, riconosce il padrone Odisseo travestito da mendicante dopo averlo atteso per oltre venti lunghi anni, agita la coda, abbassa le orecchie e non avendo la forza di avvicinarsi a lui, spira.

In lui si possono contemplare le caratteristiche come la dolcezza, la sicurezza, l’innocenza.

Contrapposto a lui, in un ruolo non malvagio ma di profonda riverenza ultraterrena, troviamo Anubi, protettore delle necropoli e custode del regno dei morti nell’antico Egitto. Come divinità veniva rappresentato con la testa di un Cane (o sciacallo) ed il corpo di un uomo. Una delle sue mansioni principali era di accompagnare le anime dei defunti nell’oltretomba, per questo veniva venerato e rispettato e a volte in suo omaggio, veniva seppellito accanto al defunto un cane perché lo accompagnasse nell’aldilà.

Non fu un’usanza solo egizia, sono infatti anche di origine Maya i resti umani accompagnati da cani ritrovati a Kaminaljuyu, in Guatemala. I ritrovamenti di scheletri di cani nelle tombe maya confermano la credenza secondo cui avrebbero guidato le anime nel viaggio ultraterreno.

Tra gli Aztechi, iniziamo a vedere il cane come soggetto da temere, lo ritroviamo nelle sembianze di un essere mostruoso, si tratta del Dio Xolotl. Xolotl fu cacciato dalla Morte e le fuggì trasformandosi prima in un germoglio di mais, poi in foglie di maguey (una pianta tipo agave) e infine in una salamandra dentro una pozza d’acqua. La terza volta la Morte trovò Xolotl, lo intrappolò e lo uccise. La forte connessione di Xolotl col mondo ultraterreno, la morte e i morti è dimostrata dai simboli che lo accompagnano e ne fa un personaggio misterioso simbolo di morte.

Le leggende

E’ più nelle leggende che il cane diviene pericoloso e temuto anziché venerato.

Sull’Isola di Man, si narra di una leggenda che afferma l’esistenza di un cane nero detto Moddey Dhoo che si aggira nei dintorni del Castello di Peel e che pare si dica, che chi lo veda, muoia poco dopo l’incontro. La leggenda vuole che nel 1670, una delle guardie del castello ubriaco decise di andare di notte a fare un giro da solo. Le altre guardie all’improvviso sentirono un forte rumore e suoni di una lotta, ma nessuno ebbe il coraggio di raggiungerlo. Così dopo essere passato un po’ di tempo, la guardia rientrò nella stanza dove c’erano gli altri, stordito e barcollante, non disse una parola e morì dopo tre giorni.

Nelle leggende Mesoamericane compare il Cadejo uno spirito dalla forma canina, con ardenti occhi rossi e zampe caprine. La leggenda vuole che ci siano due tipi opposti: il Cadejo bianco, il Cadejo nero. I Cadejos bianco sono spiriti buoni, mentre i Cadejos neri sono spiriti malvagi che si nascondono nei cimiteri. Entrambi accompagnano i viaggiatori nella notte: il bianco li aiuta proteggendoli dai pericoli, il nero visto talvolta come la reincarnazione del diavolo, li uccide cogliendoli alle spalle per rubare loro l’anima.

Infine in Inghilterra compare il Black Shuck un mostruoso e spettrale cane nero che infesta la costa, i cimiteri, i crocevia, i pozzi d’acqua e le foreste oscure.

Gli inglesi, lo descrivono come un enorme cane nero con malvagi occhi fiammeggianti di colore rosso. Nei secoli si sarebbe più volte reincarnato, anche se le sue origini sono oscure, si dice che il Black Shuck prima di diventare mostro, fosse un cane appartenuto a un uomo, quest’ultimo finì morto annegato nelle paludi di Suffolk County. Non trovando pace la sua anima tormentata si impossessò dell’essere vivente più vicino, cioè il suo fedele cane e crebbe alimentato dal male. I suoi occhi divennero di brace e i suoi ululati squarciarono i silenzi della brughiera, mentre i suoi passi felpati, rimasero silenziosi pronti per attaccare alle spalle le sue ignare vittime.

Alessandra Curreli

© 2018, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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