Cosa si deve fare quando il cane muore?

Cosa si deve fare quando il cane muore?

Mondofido

La morte del cane è uno degli eventi più tragici da affrontare nella vita. Approfondiamo gli adempimenti legali da assolvere in caso di decesso di un cane.

La morte del cane è una situazione spesso inaspettata, e anche terribile da affrontare. Purtroppo, però, fa parte del ciclo della vita e statisticamente molte persone si trovano ad affrontarla considerando che la durata media della vita umana è molto superiore rispetto a quella della vita media del cane.

Il dolore è il sentimento principale in questi casi, ma molti proprietari non sanno che ci sono degli adempimenti legali e normative che regolano anche questo evento: in questo articolo li analizziamo, augurandovi che questo articolo possa essere utile più tardi possibile.

Cosa fare dopo la morte del cane?

Quando il cane muore, ci sono degli adempimenti legali da compiere che principalmente si possono riassumere nella cancellazione del cane dall’anagrafe canina, in modo analogo a quanto succede con il decesso dell’essere umano.

Per farlo, la soluzione migliore è avvertire il proprio veterinario, che si occuperà al posto nostro di avvertire la ASL di zona che si occupa dell’anagrafe canina.

Se possibile, e se non c’è già, è opportuno portare il cane dal veterinario perché possa constatare effettivamente la morte: anche nei cani esistono situazioni di coma, ed è opportuno che sia il veterinario a dire che effettivamente il cane è deceduto. In questo caso il veterinario emette un certificato di morte che, oltre a rendere inequivocabile il decesso, certifica anche l’assenza di malattie infettive del cane, certificazione utile per la sepoltura.

Cosa ne è del corpo del cane?

La soluzione più utilizzata è far sì che la clinica veterinaria a cui vi siete rivolti si occupi dello smaltimento, che avviene generalmente per incenerimento. In questo caso il cane viene portato ad un inceneritore, ma non sarà possibile (solitamente, ma ci sono eccezioni) avere indietro l’urna cineraria.

Altra soluzione può essere quella di prenderlo indietro ed affidarsi ad un’impresa di cremazione o sepoltura, che si occupa di incenerirlo e di restituirci le ceneri o, in alternativa, seppellirlo in un cimitero per cani. Ce ne sono pochi, in Italia, ma esistono, e tengono la salma per un numero variabile di anni.

Terza soluzione, non più illegale come in passato, è seppellirlo in un nostro terreno, o nel terreno di un conoscente: è possibile purché prima il veterinario abbia certificato la morte del cane, perché il documento è utile per sapere che il cane non aveva malattie infettive, e va esposto in caso di controlli. Se il cane soffriva di malattie infettive trasmissibili ad altri animali o all’uomo, allora deve necessariamente essere incenerito.

Questi sono essenzialmente gli adempimenti da portare a termine dopo il decesso del cane: la procedura (fortunatamente) non è complessa, per cui si può fare nonostante la tragica perdita.

L’importante è non fare nulla, cioè evitare di non denunciare la morte del cane: in questo caso, oltre alla perdita, si rischia anche una sanzione.

Dott. Valerio Guiggi – Medico Veterinario Specialista

(Contatta l’autore: info@valerioguiggi.it)

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