L’iperattaccamento del cane

L’iperattaccamento del cane

Mondofido

Si distingue in iperattaccamento primario e secondario. Semplici accorgimenti ci aiuteranno a superarlo

L’Iperattaccamento è uno dei disturbi comportamentali che possono riguardare i nostri amici a 4 zampe, in particolare il cane.

E’ importante seguire l’animale fin da quando è cucciolo.

I feromoni (sostanze odorose prodotte dall’organismo utili per la comunicazione tra i membri della stessa specie) sono utili al cucciolo per l’attaccamento nei confronti della mamma, la quale, a sua volta li produce dalla zona mammellare per lo scambio di informazioni.

Dai 21 ai 90 giorni di vita si verifica il processo di socializzazione verso gli individui della stessa specie e anche verso altri individui di specie diverse.

Il cucciolo emette feromoni che avviano il fenomeno del distacco, aiutato anche dall’atteggiamento della madre.

Non sempre il distacco avviene in modo naturale, viceversa può verificarsi un iperattaccamento che, se non seguito, può diventare patologico.

Si distingue in iperattaccamento primario e secondario.

L’iperattaccamento primario si verifica quando il cane rimane oltremodo affettivamente legato al padrone dopo l’età in cui si dovrebbe verificare l’allontanamento.

Il cane sviluppa ansia da separazione e quando rimane da solo rovina gli oggetti della casa, in presenza del padrone lo segue ovunque e quando arriva il momento del gioco non si allontana tanto da lui.

Anche il momento prima dell’uscita di casa del padrone causa ansia al cane, che manifesta tremori ed agitazione.

L’iperattaccamento secondario è causato da eventi stressanti come le malattie, lo stato di profonda tristezza e quindi il cane cerca più frequentemente il contatto con i membri della famiglia.

In passeggiata alterna momenti di autonomia a momenti di necessità di attenzione, lanciando segnali visivi con lo sguardo e l’abbaio (in genere è l’ululato).

In casa elimina in modo inadeguato urina e feci, ma sicuramente non è per fare dispetto al padrone (il cane non ne conosce il significato), ma è un modo di esprimere il suo stato di disperazione.

In alcuni casi può arrivare ad essere aggressivo verso gli altri cani o addirittura verso il padrone.

Per migliorare la condizione psicologica del nostro cane possono essere utili i feromoni appaganti e gli integratori alimentari e bisogna seguire un percorso fatto di vari accorgimenti:

– Cercare di abituare gradualmente l’animale a stare da solo in alcuni momenti della giornata;

– Cambiare il nostro modo di uscita e di rientro da casa evitando così reazioni anticipate del cane;

– Cercare attività ricreative, giochi e passeggiate che possano ridare senso di benessere al nostro amico a 4 zampe.

Erika Dotti

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