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Anche la crisi colpevole degli abbandoni dei cani

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La crisi economica si fa pesantemente sentire anche nel rapporto tra cane e padrone.
In che modo? I soldi in tasca sono sempre meno e un cane, soprattutto quando comincia ad invecchiare, necessita di maggiori cure e, spesso, di medicine, troppo onerose per chi vive solo di una pensione o per una famiglia che può appoggiarsi ad un solo stipendio.

E allora, quale rimedio? Purtroppo, si decide di rinunciare al fedele amico a quattro zampe e lo si porta al canile, non senza pianti e sensi di colpa.
A dover fare questa scelta amara e tristissima sono sempre di più pensionati e persone che, avendo perso il lavoro, non possono più mantenere Fido.
Si tratta di veri e propri drammi, per i quali, ora, non c’è alcuna soluzione, come ha ammesso anche Lilia Casali dell’associazione Animal Liberation, che gestisce il canile di Trebbo di Reno, in provincia di Bologna.

E i volontari assistono inermi a queste scene strazianti: “Sono scene che spezzano il cuore, persone che non vorrebbero separarsi dalla loro bestia, ma sono costrette a farlo e piangono ogni volta che lo vengono a trovare. A volte per evitare ad entrambi la separazione paghiamo noi le medicine all’animale, ma non potremmo”.

La situazione è comune in tanti altri canili, e dovunque la storia si ripete. Padroni che rinunciano alla proprietà, e che ogni volta che vanno a trovare il loro amato, fedele amico, si struggono in pianti che fanno trasparire tutto ciò che provano, dal senso di colpa all’impotenza che non permette di agire in nessun altro modo.

Ma l’aumento di animali nei canili, ad esempio al Trebbo da gennaio sono entrati 322 cani, non è dovuto solo alla crisi ma anche, soprattutto da giugno, agli abbandoni di chi vuole disfarsi dell’animale e lo fa senza troppi pensieri, anzi, a volte in maniera cruenta e crudele. Ancora viva negli occhi dei volontari l’immagine di un cane da caccia trovato sanguinante in un centro commerciale, perché il padrone, per non essere rintracciato, ha letteralmente strappato il microchip dalla pelle del cane.

Insomma, tra crisi e assenza di scrupoli di certi padroni, i nostri amici a quattro zampe non se la passano sempre bene.

Vera MORETTI

© 2016, Mondofido. Riproduzione Riservata

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