Parchi pubblici? Non si possono vietare ai cani

Parchi pubblici? Non si possono vietare ai cani

Mondofido

Le normative nazionali non prevedono alcun divieto, il Tar Lazio parla chiaro

Succede sempre più spesso che i Comuni italiani decidano di vietare l’accesso ai cani nei parchi pubblici delle città.
Ma, ora che i padroni cominciano a insorgere, sta emergendo che si tratta di regolamenti illegittimi, poiché non si potrebbe vietare l’ingresso dei cani nelle aree pubbliche.

Si tratta, in realtà, di una materia piuttosto complessa, ma a livello nazionale non esiste nessuna norma che impedisce l’ingresso ai cani in luoghi, strade e mezzi pubblici a patto che abbiano guinzaglio e museruola.
Ma, a questa normativa si aggiungono una serie di atti normativi emanati da enti locali, regionali o comunali, che sono causa di incertezza. Il sindaco, infatti, decide in autonomia come regolare la materia, disciplinando l’ingresso degli animali nei luoghi pubblici del comune (e vietandolo nei luoghi sensibili, come scuole e ospedali), spesso lasciando al singolo esercente la facoltà di decidere se permettere l’accesso dei cani alla propria attività (luoghi aperti al pubblico).
Tali norme generalmente sono contenute nel Regolamento per la tutela degli animali, nel Regolamento di Igiene urbana Veterinaria oppure – in ultima istanza – nel Regolamento di Polizia Urbana.

Ma questi regolamenti sono ora ritenuti illegittimi dai tribunali amministrativi. Il Tar del Lazio, ad esempio, accogliendo il ricorso di un’associazione animalista ha annullato l’ordinanza del comune che aveva proibito l’accesso indiscriminato ai cani in tutte le aree verdi pubbliche. Il divieto, secondo i giudici, è sproporzionato: basta, infatti, la legislazione nazionale che impone ai proprietari e detentori di animali di munirsi di guinzaglio e paletta. I giudici amministrativi sostengono che le amministrazioni locali dovrebbero esclusivamente sorvegliare che le prescrizioni nazionali vengano rispettate.

Occorre ricordare che, se c’è un divieto comunale, non può essere trasgredito e se si chiede l’abolizione bisogna necessariamente passare dal Tar. Cosa fare nel frattempo? I consigli sono sempre gli stessi: far indossare al cane guinzaglio e museruola, star lontani dalle aree destinate ai giochi per i bambini e, soprattutto, pulire sempre le deiezioni dei cani che costituiscono il principale oggetto di lamentele.

Vera MORETTI

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