L’educazione del proprio cane, un compito non delegabile

L’educazione del proprio cane, un compito non delegabile

Mondofido

L’aiuto di un educatore è utilissimo ma non è la bacchetta magica per costruire un rapporto equilibrato col proprio cane

L’arrivo di un cane in famiglia è un momento delicatissimo per tutti i suoi membri. L’educazione del nuovo arrivato sarà un momento cruciale per garantire una vita armoniosa e serena all’interno delle mura domestiche.

Ma da dove partire? Una volta si pensava al cane come ad un auto di cui regolarne l’assetto mandandola dal “meccanico” cioè l’educatore. Questi, dopo un certo tempo, l’avrebbe poi restituito al proprietario “progammato” per essere un perfetto cane di casa.

Tutto ciò, a parere di chi scrive, sottolineando di non essere un educatore cinofilo ma un appassionato proprietario di due piccole belve pelose, sembra molto superficiale per costruire un rapporto equilibrato tra cane e padrone.

Cosa credete possa accadere una volta che il cane sia reinserito nell’ambiente domestico e si interrompa il rapporto con l’educatore? Semplicemente si ritornerà rapidamente alla situazione di partenza. Questo ovviamente accadrà se non si sarà fatto un corretto periodo formativo anche del padrone se non dell’intera famiglia.

Troppe volte ci soffermiamo sull’episodio e non risaliamo all’origine di un evento. Fido ha morso, Fido non ubidisce, Fido salta addosso alle persone. Purtroppo non ci rendiamo conto che il reale probelma siamo noi.

Siamo certi di essere chiari nel trasmettere al nostro cane cosa vogliamo che faccia? A questo servirebbe un educatore, ad educare prima di tutti i padroni, in modo tale che una volta a casa sappiano essere chiari con i propri amici a 4 zampe e continuino quel percorso di educazione e costruzione del rapporto iniziato con l’ausilio di un professionista.

I cani sono pronti a seguirci e ad assecondarci nelle nostre richieste, a volte direi anche troppo, ma noi dobbiamo essere capaci di diventare per loro un punto di riferimento chiaro e coerente.

Non vediamo il ricorso ad un professionista dell’educazione del cane come un fallimento, ma al contrario ricordiamoci che noi per primi siamo andati a scuola per imparare.

Fatto questo diventerà una strada in discesa che percorreremo assieme al nostro cane in maniera serena e gioiosa.

Ottavio Bardari

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