Se mi lasci non vale

Se mi lasci non vale

Mondofido

Il cane e la sua distruttività, diverse le cause scatenanti: capire l’origine del problema è il passo verso la risoluzione del fenomeno

Davanti ad atteggiamenti distruttivi la domanda da porci è quella che permetterà di capire il disagio che sta dietro al comportamento.

Dalla dentizione nel cucciolo, all’inattività prolungata, dalla noia a cambiamenti nella routine, fino all’ansia da separazione.

L’ansia da separazione è una reazione di spavento e di protesta che il cane manifesta quando la sua principale figure di accudimento si allontana da lui.

Anche se non è facile resistere e rimanere tranquilli di fronte al comportamento disperato del proprio cane, sarà necessario mantenere il massimo della calma e dare indicazioni in maniera chiara e coerente.

La separazione richiede una sorta di “svezzamento” non può avvenire in maniera brusca, ma deve essere graduale e fatta con tanta pazienza e comprensione. E’ inoltre importante saper gestire le proprie emozioni, il senso di colpa e la preoccupazione.

Le emozioni scorrono e passano da un individuo all’altro, pertanto dobbiamo cercare di non contribuire mai ad aggravare l’ansia da separazione enfatizzandola troppo con nostri comportamenti, sguardi, parole.

I cani sono molto sensibili ai segnali che magari inviamo anche inconsciamente, la nostra ansia e angoscia verranno percepite  complicando ulteriormente il momento del distacco.

Quali rimedi mettere in atto?

Garantire al nostro cane un’adeguata attività fisica, lasciargli un paio di giochi che lo intratterranno in nostra assenza.

Se al nostro rientro dovessimo trovare dei segni di distruzione evitiamo di sgridarlo poiché questi sono le evidenze di un profondo disagio emotivo e di un’autentica sofferenza e non il risultato di dispetti per la nostra assenza.

Inoltre, la separazione deve avvenire a piccoli passi e quindi se il nostro cane è abituato a seguirci in ogni stanza della casa, ogni tanto non esitiamo a far rispettare la nostra privacy, il nostro momento di riservatezza e chiudiamoci dietro la porta senza permettergli di seguirc.

Se dovesse iniziare a piagnucolare aspettiamo che abbia smesso o almeno diminuito i suoi vocalizzi prima di ricomparire davanti ai suoi occhi.

Rosanna Capano

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