Inaugurata a Roma una statua in memoria del cane Angelo

Inaugurata a Roma una statua in memoria del cane Angelo

Mondofido

Continuano le manifestazioni di affetto in memoria di Angelo, il cane assassinato a Sangineto (CS).

Ricorderete tutti la triste vicenda del cane Angelo, assassinato in giugno dello scorso anno a Sangineto (CS), da quattro balordi che non contenti, decisero poi di diffondere in rete il video del proprio insano gesto.

Questa vicenda aveva indignato il popolo italiano, unendolo in un coro unanime che a gran voce chiedeva giustizia. La prima udienza si terrà presso il Tribunale di Paola il prossimo 27 aprile.

Oggi però chi vi scrive lo fa, non per un aggiornamento della vicenda giudiziaria, ma per condividere con voi la notizia di una bellissima manifestazione che si è svolta nella capitale.

Alle ore 11:30 di questa mattina, in Largo Ravizza quartiere Monteverde a Roma, è stata inaugurata una statua in memoria del cane Angelo

L’opera è stata commissionata da tre associazioni: “Be Positive Factory“, “Animalisti Italiani Onlus” e “La Vela d’Oro” e realizzata dall’artista e scultore Alessandro Di Cola.

I promotori hanno dichiarato che l’iniziativa si ispira al celebre slogan di Mahatma Gandhila civiltà di un uomo si misura da come tratta gli animali”.

L’obiettivo, ancora una volta, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica verso il rispetto della vita animale e umana affinché non vinca sempre la cultura della violenza e della morte.

Le pene in Italia sono ancora troppo blande risultano assolutamente inadeguate ed inefficaci a scoraggiare il ripetersi di episodi del genere.

L’augurio è che la grande attenzione suscitata dall’efferato crimine ai danni dell’indifeso Angelo, spinga i nostri politici a rivedere le pene previste per tali reati.

Un ringraziamente doveroso va in questo caso anche alle istituzioni che hanno sostenuto e contribuito alla realizzazione della statua, in particolar modo l’On. Paolo Bernini, il Presidente del XII Municipio di Roma, Silvia Crescimanno ed i Consiglieri Daniele Diaco e Valerio Andronico. 

Qualcosa sta cambiando, sembra ancora poco, ma la roccia viene scavata da una goccia alla volta.

Ottavio Bardari

 

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