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La Corea del Sud dice stop alla carne di cane

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Non c’è modo per rendere più “edulcorata” la realtà quando si tratta dell’uccisione di 30 milioni di cani che, in Asia, vengono eliminati per poi venderne la carne.
Si tratta di una pratica tristemente nota, denunciata anche dall’associazione Human Society in un documentario duro come un pugno allo stomaco presentato durante la notte degli Oscar di quest’anno. D’altra parte, Eating Happiness, questo il titolo del documentario, voleva sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che stava accadendo in paesi come Cina, Vietnam, Thailandia o le due Coree.

Sembra, però, che qualcosa stia cambiando, specialmente nelle nuove generazioni, più sensibili quando si tratta di rispetto dell’ambiente e di maltrattamento degli animali, tanto che, ad esempio, il sindaco di Seongnam, città della Corea del Sud che ospita il mercato di Moran, che da solo commercia un terzo dei cani di tutto il Paese, ha annunciato lo stop alle macellazioni.
Questo comporterà la chiusura e la rimozione delle strutture di macellazione e delle gabbie dove venivano tenuti i cani, con un impegno, da parte del Comune, a sostenere finanziariamente i negozi che vorranno ristrutturare o cambiare i loro esercizi di vendita.

Kang Won-gu, il sindaco, ha dichiarato: “Vogliamo fermare questo commercio e questo potrebbe essere l’inizio di un lungo cammino per risolvere il problema . Speriamo di sradicare l’immagine negativa di questo mercato”. Ed ha aggiunto una citazione da Gandhi: “La grandezza di una nazione può essere giudicata dal modo in cui vengono trattati i suoi animali”.

Ma le associazioni ambientaliste, ovviamente soddisfatte per questo accordo, sanno anche che non è ancora abbastanza. Dalla Korean Animal Welfare Association dicono: “Chiediamo che sia definito come illegale l’abuso sugli animali e il considerare i cani come cibo. Dovremo monitorare costantemente i negozi a base di carne di cane nel mercato per vedere se davvero si fermeranno le macellazioni”.

Tutto ciò in controtendenza con la Corea del Nord, dove invece le tradizioni sembrano essere ancora radicate, si sta assistendo ad un cambiamento, che ovviamente speriamo possa espandersi a macchia d’olio in tutto l’oriente.

Vera MORETTI

© 2016, Mondofido. Riproduzione Riservata

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