L’Ordine dei veterinari non radia il medico di Green Hill condannato

L’Ordine dei veterinari non radia il medico di Green Hill condannato

Alessandra Curreli

La radiazione era stata richiesta dalla LAV dopo la condanna definitiva della Cassazione per gli orrori avvenuti nell’allevamento di Green Hill, l’Ordine risponde con una sospensione di sei mesi.

LNDC La Lega Nazionale per la Difesa del Cane non ci sta e lancia un mail per chiedere nuovamente la radiazione.

Piera Rosati – Presidente dell’Associazione afferma “Come si può pensare di reintegrare una persona responsabile della sofferenza di oltre 6000 cani?

Un anno e sei mesi di reclusione, questa è stata la condanna definitiva dopo la sentenza della Corte di Cassazione per il veterinario pescarese Renzo Graziosi. Le accuse erano di maltrattamento e uccisione di animali nell’allevamento lager di Green Hill.

 

Un reato impensabile

Un reato grave soprattutto se perpetrato da un medico veterinario. Secondo quanto sancito dalla Suprema Corte, infatti, l’uomo in questione è stato uno dei principali responsabili della morte dei 6023 beagle detenuti in quell’inferno, e che hanno perso la vita solo perché non utili alla sperimentazione animale in quanto affetti da comuni patologie che un veterinario avrebbe dovuto curare e non sopprimere.

La politica aziendale però prevedeva che venissero ammazzati per contenere i costi.

 

La richiesta ulteriore

A seguito della pronuncia della Cassazione, la LAV aveva chiesto all’Ordine dei Medici Veterinari della provincia di Pescara – presso cui è iscritto – la radiazione del medico condannato.

Il provvedimento disciplinare adottato dall’Ordine, è stata invece la sospensione dalla professione per soli 6 mesi.

Come precisato nella richiesta di radiazione che la LAV ha presentato, si è reso “colpevole di abusi nell’esercizio della professione”, “con la sua condotta ha compromesso gravemente la sua reputazione e la dignità della classe sanitaria”.

Un vero veterinario dovrebbe occuparsi della salute e del benessere degli animali.”- Sostiene Rosati – “Qual è il messaggio che l’Ordine vuole mandare? Non si può ‘punire’ una strage del genere con un buffetto sulla mano. La richiesta della LAV era più che legittima ed è assurdo che questo veterinario possa tornare a esercitare la professione tra soli sei mesi.

LNDC invita tutti i suoi sostenitori a spedire una e-mail all’indirizzo segreteria@ordvetpescara.it o una PEC all’indirizzo ordinevet.pe@pec.fnovi.it , perché la richiesta della LAV non resti inascoltata.

Fonte Lega del Cane

Alessandra Curreli

© 2017, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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