Cani vegani, fa bene o fa male?

Cani vegani, fa bene o fa male?

Alessandra Curreli

Da onnivori probabilmente non ci poniamo il problema se mangiare carne fa bene o male, e probabilmente diamo per scontato che sia l’alimentazione corretta anche per i nostri amici animali.
Ma da vegetariani o ancora di più da vegani, qualche dubbio ce lo poniamo.

I cani sono come noi onnivori e non carnivori come ad esempio i gatti, possono quindi digerire senza difficoltà anche proteine di provenienza non animale.

I cani in genere necessitano di una quantità maggiore di proteine, rispetto agli umani, anche superiore al 30%.

In una dieta vegetariana si può raggiungere lo standard, con una varietà di legumi e altri cibi.

Il cibo più importante nella dieta canina è il germe di grano. Il germe di grano è un super-alimento e procura un’enorme quantità di vitamina E, acidi grassi essenziali e gran parte dello zinco necessario al cane.

Una ricerca condotta dalla Peta su 300 cani che hanno seguito un’alimentazione vegana per 5 anni, ha prodotto dei risultati interessanti.

L’82% di loro sta benissimo e con una vita media della durata di 12,6 anni.

I campioni di studio

In base alla statistica ed ai campioni di questo studio, è risultato evidente che più a lungo un cane rimane vegano o vegetariano, tanto più la sua salute si mantiene buona o eccellente

E’ ad esempio meno soggetto ad infezioni, cancro ed ipotiroidismo; la dieta vegana aumenta l’alcalinità dell’urina sensibilizzando il tratto urinario alle infezioni.

In generale la dieta vegana dà più benefici della dieta vegetariana, e se non viene inclusa la soia, la salute dei cani migliora.

Infine aggiunte di lievito e aglio sembrano essere benefiche sia per la salute in generale che per il pelo.

Cosa contengono le scatolette?

Se vi soffermate sugli ingredienti delle lattine di cibo umido, vi accorgerete che il contenuto di acqua arriva fino all’80% del totale, la carne vera e propria in genere non è più del 6%, per non parlare del fatto che il dubbio più grande è la qualità dei prodotti utilizzati.

Per carne usata parliamo per la maggior parte delle volte di scarti: interiora, fegato, reni, organi che servono all’espulsione delle sostanze indesiderate, ma anche il cosiddetto Rendering, un mix di ossa, corna, peli passato a temperature altissime per estrarne il fosfato dicalcico e tricalcico. Il tutto con l’aggiunta di appetizzanti, coloranti e aromi per catturare il gusto dell’animale che sia condizionato e ricerchi quel cibo.

Leggendo questi contenuti, probabilmente non ci sarebbero dubbi sul tipo di dieta da fornire, e non siamo costretti a nutrire il cane solo con preparati chimici provenienti dalle scatolette.

I nostri nonni hanno cresciuto i loro cani dando spesso loro da mangiare quello che proveniva dai loro stessi piatti, non c’erano le scatolette. Oggi non è più così, un regime corretto va comunque valutato. Ma è anche vero che nei ricordi di infanzia, la carne per il cane la si acquistava direttamente dalla bottega del macellaio di fiducia!

Come siamo arrivati ad essere così poco disposti a perdere qualche ora di più del nostro tempo per preparare cibi più sani a discapito della salute di tutti? Animali compresi.

Pensiamoci, in fondo non è solo questione di una dieta vegana o vegetariana, ma di una dieta sana.

E se ci teniamo al nostro animale e a noi, dovremmo pensarci.

Alessandra Curreli

© 2017, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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