La terapia dell’ansia da separazione nel cane

La terapia dell’ansia da separazione nel cane

Mondofido

Un problema comune nella gestione del nostro fedele amico che non va trascurato

L’ansia da separazione del cane è un disturbo che può essere curato grazie a specifiche terapie comportamentali e mediche, lo scopo della cura è limitare lo stato di inquietitudine dell’animale quando il padrone si assenta.

Il veterinario rappresenta un valido supporto per la diagnosi raccogliendo tutti i dati e le indicazioni che riguardano i cane, come ad esempio le precedenti patologie e i vari esami consentono di escludere o meno disturbi organici che possano influenzare la situazione psicologica del cane.

Vengono eseguiti esami del sangue e in caso di disturbi (ad esempio tremori), può essere consigliato un esame neurologico, tomografia computerizzata (che utillizza radiazioni ionizzanti) e risonanza magnetica (esame diagnostico avanzato, che permette di visualizzare immagini molto dettagliate) .

Durante il momento di separazione dal padrone, può essere utile utilizzare telecamere, che consentono di notare il comportamento del cane ed intraprendere in fase successiva la terapia più appropriata.

Per i casi più difficili o in presenza di crisi, si consiglia il supporto, oltre al veterinario, di altre figure, come può essere un dog sitter.

Tecniche utili

Alcune tecniche utili per curare l’ansia da separazione riguardano l’uscita e il rientro da casa: per l’uscita può essere utile qualche parola rassicurante, mentre al rientro, nel caso in cui l’animale abbia danneggiato qualcosa, non bisogna assolutamente rimproverarlo.

In ogni caso, le carezze al cane, quando si dimostra più calmo, sono sempre la soluzione migliore.

Anche un’adeguata attività fisica e il gioco sono utili, come i corsi di Flyball, agilità, weight pulling , vari rimedi di desensibilizzazione e controcondizionamento (associare uno stimolo che crea paura ad uno positivo).

Se queste tecniche dovessero risultare inefficaci, si può provare la terapia medica, da limitare o sospendere nel caso di guarigione, ma nelle gravi situazioni, la cura medica non si può interrompere.

Il consiglio è sempre quello di rivolgervi ad un esperto comportamentalista, che potrà consigliare la terapia adeguata.

Erika Dotti

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