Le alterazioni dell’emostasi nel cane

Le alterazioni dell’emostasi nel cane

Mondofido

I disturbi dell’emostasi primaria riguardano essenzialmente la carenza qualitativa e quantitativa di piastrine

L’emostasi è l’insieme dei processi che consente di fermare il sanguinamento (cioè trattiene il sangue nel vaso danneggiato permettendo la coagulazione) e tiene il sangue allo stato liquido negli altri vasi.

Le cause di un sanguinamento possono essere diverse: traumi, interventi chirurgici, formazioni di neoplasie (tumori), e sembra che le alterazioni dell’emostasi (che si dividono in primaria e secondaria) siano più frequenti nei cani rispetto ai gatti

Erik Adolf von Willebrand medico finlandese vissuto dal 1870 al 1949, studiò  per primo le cause delle emorragie spontanee con particolare attenzione per le alterazioni genetiche.

I disturbi dell’emostasi primaria riguardano essenzialmente la carenza qualitativa e quantitativa di piastrine, ad esempio non sono sufficienti l’endotelio (tessuto che riveste la superficie interna dei vasi sanguigni), 

vascolare, le piastrine e il fattore di Von Willebrand (proteine plasmatiche).

Le razze che possono essere predisposte ai vari disordini di emostasi primaria sono il Dobermann, il Basset Hound, il Pastore Shetland e il Rottweiler .

I sintomi sono porpora (macchie rosso-violacee di origine emorragica sulla pelle), epistassi (perdita di sangue dal naso), ematemesi (vomito misto a sangue), melena(emissione di feci nerastre)

Gli esami eseguiti per confermare il disturbo primario si basano sull’analisi quantitativa delle piastrine, test di Quick (determina il tempo di sanguinamento) e prelievo del midollo osseo.

Le alterazioni dell’emostasi secondaria riguardano il processo di coagulazione e il difetto può essere congenito (come l’emofilia e generalmente sono i cani maschi ad essere predisposti) o acquisito, a causa di una carenza di Vitamina K, intossicazione da rodenticidi, epatopatie (le malattie del fegato), coagulazione intravascolare disseminata (CID, la coagulazione è estesa oltre la normale lesione emorragica).

La diagnosi viene eseguita con esami del sangue, del DNA per stabilite l’origine genetica, soprattutto nelle razze come Scottish Terrier, Barboncino, Pembroke Welsh Corgi.

La terapia consiste nella somministrazione di vitamina K, anticoagulanti con eparina (sostanza che aiuta a prevenire i coaguli sanguigni) e contrastare l’anemia con trasfusioni per aumentare le emazie (globuli rossi del sangue).

Erika Dotti

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