Shunt Portosistemico nel cane: cos’è, i sintomi e come si cura

Shunt Portosistemico nel cane: cos’è, i sintomi e come si cura

Mondofido

Lo Shunt Portosistemico è una patologia rara del cane, che può colpire animali adulti ma anche cuccioli neonati se in forma congenita.

Lo Shunt Portosistemico del cane non è una delle malattie più comuni che possono riguardarlo, ma è sicuramente una delle più gravi.

Si tratta di un problema vascolare che riguarda un organo, il fegato: la struttura dei vasi dell’organismo fa sì che il sangue che proviene dall’apparato digerente passi completamente dal fegato, prima di andare nel resto del corpo (cuore compreso).

Questo serve sia a trattenere le eventuali sostanze dannose, sia ad immagazzinare le sostanze nutritive assunte con la dieta.

Lo Shunt è un difetto che provoca il passaggio diretto del sangue nella circolazione, bypassando il fegato, che non svolge più la sua funzione.

Shunt Portosistemico del cane: i sintomi

I sintomi della patologia nel cane sono quelli legati ai problemi epatici: se il cane è giovane non cresce, se è adulto inizia a perdere peso, e ci sono i segni dell’encefalopatia epatica perché le sostanze tossiche, che non vengono detossificate dal fegato, continuano ad essere presenti nel sangue.

Il proprietario nota però soprattutto il vomito e la diarrea, che sono presenti indipendentemente dal fatto che il cane mangi o no (di solito non mangia, ma può anche mangiare cose strane che normalmente non mangerebbe). Ci possono essere poi anche problemi urinari come la perdita di urina.

La patologia può interessare cani di tutte le età, perché lo shunt può essere sia congenito (cioè essere già presente alla nascita del cane), sia acquisito, cioè comparire dopo molti anni di vita.

Come risolvere lo Shunt Portosistemico

La terapia per questa patologia è necessariamente chirurgica, cioè il cane deve essere addormentato e operato, quindi il vaso che crea il passaggio anomalo deve essere legato, così da “costringerlo” a passare attraverso il fegato.

E’ un’operazione lunga e complessa, e deve essere necessariamente eseguita nelle cliniche può attrezzate, ma è risolutiva: una volta effettuata non ci sono ricadute.

Ovviamente, per un po’ di tempo il cane deve essere seguito dl veterinario, mentre si aspetta la ripresa completa della funzionalità epatica, e in questo periodo è importante dare dei farmaci di supporto ma, soprattutto, seguire un’alimentazione specificamente formulata che non danneggi il fegato del cane.

Dott. Valerio Guiggi – Medico Veterinario Specialista

(Contatta l’autore: info@valerioguiggi.it)

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