Il comportamento e la gerarchizzazione nel cane adulto

Il comportamento e la gerarchizzazione nel cane adulto

Mondofido

Il processo di gerarchizzazione per il cane maschio si verifica nel periodo della pubertà, fase molto importante e delicata per lo sviluppo dell’animale

Le variazioni del comportamento ed il completo processo di gerarchizzazione per il cane maschio si verificano nel periodo della pubertà, fase molto importante e delicata per lo sviluppo dell’animale.

Al quinto – sesto mese di vita, il cane si sente coordinatore e leader del branco.

Per limitare il suo desiderio di dominanza, il proprietario deve stabilire norme, tempi ed aumentare i momenti di vicinanza, creatività con giochi e altre attività, perchè educare un cane significa insegnare all’animale ad avere un buon rapporto di comunicazione e relazione intraspecifica in qualsiasi contesto sociale.

Le modifiche del comportamento nel cane adulto sono dovute anche ad altri fattori, poichè il cane maschio, per motivi ormonali, si sente inquieto, cerca di emergere all’interno del gruppo e appare disubbidiente nei confronti del padrone; per questo motivo è molto importante seguirlo nei mesi precedenti alla fase di pubertà.

La femmina, invece, diventa adulta a partire dal primo estro, indicativamente circa a dieci – dodici mesi di età.

Questo fattore varia in base alla razza, infatti quelle di piccola taglia hanno sviluppo tra i sei e i dieci mesi e le razze di taglia grande possono presentare primo estro dopo i 18 mesi.

Anche per la femmina, l’inizio del primo estro porta a variazioni di comportamento e tende ad essere più aggressiva e nervosa.

Dal punto di vista gerarchico, la femmina dominante del branco è l’unica che può riprodursi ed in seguito diventa una guida per la cucciola, insegnandole come comportarsi da futura madre.

In fase adulta, il comportamento del cane risulta già definitivo e se ha ricevuto in passato adeguato percorso educativo, non avrà problemi a relazionarsi con il branco e con il padrone; a volte però si verificano alterazioni dovute a cause esterne, come modifica del contesto familiare, cambio di abitazione, oppure per problemi organici.

Alcune malattie, come le endocrine, causano disturbi del comportamento ed un esempio è rappresentato dall’ipotiroidismo (insufficiente produzione di ormoni tiroidei).

Per qualsiasi alterazione comportamentale, è consigliata una visita accurata dal veterinario, che verificherà la presenza o meno di patologie in corso.

Erika Dotti

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