L’Ansia nel Cane

L’Ansia nel Cane

Mondofido

Non è semplice riconoscere l’ansia nel cane e spesso gli atteggiamenti vanno interpretati anche in base alla situazione in cui l’animale di trova

L’ansia è uno dei disturbi emotivi che possono riguardare i nostri animali e si evidenzia con comportamenti indotti e molto simili a quelli della paura e del timore.

Collegati allo stato d’ansia si presentano atteggiamenti ripetitivi particolarmente intensi.

Recentemente gli studiosi americani hanno affermato che circa il 14% dei cani soffre d’ansia da separazione, cioè vengono divisi dal proprietario oppure lasciati da soli per molte ore al giorno.

Non è semplice riconoscere questo disturbo e spesso gli atteggiamenti del cane vanno interpretati anche in base alla situazione in cui l’animale di trova, ma si evidenzia con comportamenti di: 

– Ipervigilanza, ovvero situazione di grande attivazione psicofisica e il cane compie movimenti bruschi e improvvisi;

Mancanza di autocontrolli: l’animale, in determinate situazioni, è più propenso all’aggressione; quando il cane è troppo ansioso è consigliabile non tenerlo troppo vicino ai bambini, perchè qualsiasi gesto mal interpretato può scatenare reazioni negative;

– Il cane non riesce ad adeguarsi di fronte a nuove situazioni o alle novità che riguardano la famiglia.

L’ansia si manifesta in 3 modi:

– Ansia da irritazione ed esasperazione: l’animale ha particolari sintomi, come la polipnea (accelerazione degli atti respiratori);

– Ansia intermittente, quando il cane esterna il suo disturbo abbaiando insistentemente e rovinando gli oggetti della casa;

– Ansia permanente, quando l’animale è scontento e può avere patologie gravi come la bulimia (mangia troppo o comunque è insaziabile), causarsi alopecia (perdita parziale o totale di pelo di origine nervosa) da eccessivo leccamento.

Questo disturbo può essere causato da fattori genetici, età dell’animale (circa tra i 6 e i 18 mesi), mancanza di una corretto rapporto con i membri della sua specie o con il padrone; inoltre hanno influenza le malattie di origine ormonali, neurologiche o precedenti traumi.

I proprietari devono attivarsi prontamente di fronte ai primi segnali. 

Il gioco è una terapia molto importante per migliorare l’atteggiamento del cane anche nei confronti della famiglia .

I feromoni appaganti (sostanze prodotte dalle ghiandole esocrine con la funzione di mandare segnali ad altri individui) e gli integratori non hanno effetti collaterali e sono molto utili per la cura.

In ogni caso, soprattutto per la medicina veterinaria, si consiglia sempre di rivolgersi ad un veterinario comportamentalista.

Erika Dotti

(contatta l’autore dell’articolo)

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