In attesa di giustizia per Angelo.

In attesa di giustizia per Angelo.

Rosanna Capano

Il 27 aprile 2017, ha avuto luogo la prima udienza del processo per l’uccisione di Angelo, il cane randagio, seviziato e ucciso nel comune di Sangineto.

Angelo, il cane randagio che il 4 giugno 2016 nel comune di Sangineto è stato ucciso barbaramente da quatto ragazzi.

Responsabili oltre che del terribile ed inqualificabile atto di violenza anche della diffusione sui social delle immagini, da loro stessi girate, che documentano l’orribile tortura e uccisione di Angelo.

Dei quatto responsabili dell’accaduto, Giuseppe Liparoto, Nicholas Fusaro, Luca e Francesco Bonnata, solo due erano presenti a rispondere delle proprie azioni di fronte alle autorità del Tribunale di Paola (CS).

Rei dell’uccisione di Angelo hanno esplicitato la volontà di definire la loro posizione attraverso il rito alternativo del giudizio abbreviato.

Da quanto riportato dai loro legali “…i ragazzi scelgono di accedere al rito abbreviato affinché il processo finisca il più veloce possibile e questo non per chiudere la vicenda che nelle loro vite non si chiuderà mai.

Siamo consapevoli infatti, che tutto ciò ha segnato per sempre la loro vita. Al termine del processo verrà pareggiato il conto con la giustizia, ma quello con la morale non si chiuderà mai”.

Da quanto riportato dai loro legali “…i ragazzi scelgono di accedere al rito abbreviato affinché il processo finisca il più veloce possibile e questo non per chiudere la vicenda che nelle loro vite non si chiuderà mai. Siamo consapevoli infatti, che tutto ciò ha segnato per sempre la loro vita. Al termine del processo verrà pareggiato il conto con la giustizia, ma quello con la morale non si chiuderà mai”.

Dopo il consueto rito iniziale, si sono costituite 40 parti civili, l’udienza è stata rinviata al 18 maggio data in cui il giudice deciderà sulle questioni preliminari, compresa la costituzione di parte civile di Enpa.

L’avvocatessa Claudia Ricci, presente in aula per l’Enpa, ha ribadito “l’estrema pericolosità sociale degli imputati” sottolineando la necessità “In una regione in cui si sono già verificate altre sevizie a danno degli animali è fondamentale lanciare un messaggio inequivocabile, affinché nessuno possa anche solo sperare di godere di una qualche impunità”.

Nell’attesa della nuova udienza del 18 maggio 2017, senza anelare ad alcuna forma di vendetta ma con l’unica e semplice attesa che giustizia venga fatta per Angelo, come per tutti gli animali maltrattati o costretti a stili di vita inadeguati, lanciamo una riflessione sulle parole del Mahatma Gandhi:

Grandezza e progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.”

Rosanna Capano

© 2017, Rosanna Capano. Riproduzione Riservata

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