Cani da valanga nelle basi dell’elisoccorso

Cani da valanga nelle basi dell’elisoccorso

Alessandra Curreli

I Cani da valanga, affiancheranno gli operatori del Soccorso Alpino fino a maggio, e viaggeranno in elicottero.

Da oggi fino a maggio, per tutto l’inverno, le Unità Cinofile da Valanga del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas Piemonte) saranno operative nelle basi di elisoccorso del Piemonte di Torino, Cuneo-Levaldigi e Borgosesia.

I cani con i loro conduttori copriranno i turni di apertura del servizio e saranno sempre pronti a salire sull’eliambulanza 118 in affiancamento al tecnico di Elisoccorso, l’operatore Cnsas.

In caso di chiamata, i cani da valanga offrono una risorsa imprescindibile per il ritrovamento di eventuali persone travolte.

Si tratta di cani formati dalla Scuola Nazionale Cinofili per la ricerca in superficie e su valanga e costituiscono un binomio (conduttore e cane) spesso in grado di risolvere le operazioni con massima tempestività.

Storia e formazione

Il percorso di formazione dura almeno due anni e comporta esercitazioni mensili su neve e su terreno impervio con l’utilizzo di figuranti che allenano l’olfatto e la fisicità dei cani, atte ad affinare la resistenza e la concentrazione, creando una sintonia perfetta che è indispensabile per la cosiddetta ‘unità cinofila operativa’, ovvero la coppia di professionisti del soccorso.

I cani da Valanga non sono di recente introduzione, vennero utilizzati da prima del XX Secolo nel salvataggio sotto la neve. Nei soccorsi si individua già dagli anni trenta l’addestramento delle prime unità cinofile ad opera di Ferdinand Schmutz che prese tale idea da un evento accaduto nel 1938 quando sul Monte Schilthon con un piccolo meticcio, prese parte alle operazioni di salvataggio post-valanga, trovando uno dei dispersi sotto la valanga.

A seguito di quell’evento, l’esercito statunitense durante la seconda guerra mondiale utilizzò numerosi cani in aiuto ai soldati schierati nelle zone montane.

Le razze migliori

All’inizio i cani da valanga erano principalmente cani San Bernardo, oggi è preferibile usare razze come i pastori tedeschi o belga, e i labrador, per robustezza, agilità e capacità olfattiva, ma anche border collie, e schnauzer. I più bravi riescono a sentire la presenza di uomini sprofondati anche sotto quattro metri di neve.

In Italia trova garanzia di serietà l’addestramento nella  Scuola Nazionale Unità Cinofile Ricerche in Valanga , che opera all’interno del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

Alessandra Curreli

 

© 2017, Alessandra Curreli. Riproduzione Riservata

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